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Nei dintorni

Fucecchio è il luogo ideale per partire alla scoperta delle maggiori città della Toscana. In cammino verso le bellezze di Firenze, Pisa, Lucca o Pistoia è possibile inoltre percorrere itinerari dal grande valore turistico.
Empoli e il Montalbano, la splendida terra di Leonardo da Vinci immersa in un paesaggio collinare con borghi turriti e ville storiche di grande interesse.
La Valdelsa, fertile vallata che produce vino e olio di gran qualità, patria di uomini illustri come il Boccaccio.
Il Valdarno Pisano, con i suoi colli verdissimi e le acque palustri che contrastano con gli sviluppi moderni delle zone pianeggianti.
Il contado di Lucca, la città delle antiche mura e della bella Ilaria, lungo il tracciato della Via Francigena.
Montecatini e la Valdinievole, con i suoi colli ricoperti di ulivi dove si annidano stazioni termali e borghi medievali intatti.

La via Francigena
La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma, è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. La storia narra che fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV, a determinare la nascita di uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggiO di tutta l’epoca medioevale. Le vie di pellegrinaggio erano allo stesso tempo vie di intensi scambi e commerci e venivano percorse dagli eserciti nei loro spostamenti.

la via Francigena a Fucecchio
L'origine e il primo sviluppo di Fucecchio sono strettamente connessi alla presenza della via Francigena o strada Romea, la più importante direttrice stradale della Toscana medievale. Dopo aver toccato Lucca e Altopascio, essa si addentrava nei boschi delle Cerbaie, prima di superare l'Arno per dirigersi verso Siena attraverso la Valdelsa.
L'originario percorso francigeno nel territorio fucecchiese è solo in piccola parte coincidente con l'attuale Via Romana Lucchese, avendo subito nel tempo importanti varianti. I centri toccati dalla strada sono rimasti quelli menzionati nell'itinerario di Sigerico di Canterbury: oltre a Fucecchio (Arno Bianco), Cappiano (da identificare quasi certamente con Arno Nero) e Galleno. In quest'ultima località, presso la chiesa parrocchiale, a occidente rispetto all'attuale Via Romana Lucchese, è tuttora visibile per alcune centinaia di metri un fondo stradale selciato corrispondente all'antico percorso della Via Francigena. Più a Sud, seguendo quello che oggi è appena un sentiero, la strada raggiungeva l'ospizio per pellegrini di Santa Trinita di Cerbaia, detto anche ''ospedaletto'', ora scomparso ma ancora segnalato nelle carte topografiche del secolo scorso. Sempre attraversando i boschi delle Cerbaie, il tracciato seguiva grosso modo l'attuale confine tra le province di Firenze e di Pisa (in parte l'odierna Via delle Sette Querci), raggiungendo la località di Poggio Adorno (anticamente Rosaiolo), nei cui pressi era ubicato un altro ospedale, quello detto della ''malatia'' di Querce; scendeva quindi in direzione di Ponte a Cappiano, dove già intorno al Mille esisteva un ponte che permetteva ai pellegrini di superare il fiume Usciana. Raggiunto Fucecchio, la strada risaliva originariamente la collina passando tra il castello di Salamarzana e il poggio, per scendere poi verso l'Arno. Lungo quest'asse stradale si sviluppò il castello di Fucecchio e su di esso si innestarono i nuovi borghi cresciuti nel corso dei secoli XIII e XIV.

Ponte Vecchio a FirenzeIl Ponte Mediceo
Di un ponte presso Cappiano se ne hanno notizie fin dal primo Medioevo quando la via Francigena superava qui il fiume Gusciana, emissario del Padule di Fucecchio. Si trattava di un ponte fortificato con annessi una pescaia ed un mulino, utilizzato agli inizi del ‘400 dalla Repubblica di Firenze come chiusa per regolare il deflusso delle acque del Padule.
Nel 1550 Cosimo I fece ricostruire il Ponte e gli annessi da una equipe prestigiosa di cui fecero parte anche David Fortini e Nicolò Pericoli detto il Tribolo. Ne risultò un monumento polifunzionale di grande complessità: oltre a ponte fortificato con due torri anche ''calle'' per il passaggio dei navicelli e il calare delle reti da pesca, pescaia per regolamentare il livello delle acque, macchina per lo sfruttamento della forza motrice ed infine centro amministrativo di una fattoria che andò costituendosi nel corso del 1500.
A causa degli ingenti danni subiti durante la guerra, il ponte è rimasto per molto tempo nascosto da impalcature utilizzate per assicurarne la stabilità.
In occasione del Giubileo, grazie ai finanziamenti ottenuti dal Comune, in soli 16 mesi di lavoro il Ponte è ritornato al suo antico splendore. La struttura è oggi adibita ad ostello e sede di importanti manifestazioni e iniziative culturali.

Pisa, piazza dei miracoli e la Torre pendentePalazzo del Podestà
Il palazzo del Podestà, o palazzo Pretorio, è un edificio a due piani confinante per due lati con piazza Vittorio Veneto.
La sua costruzione iniziò nel 1304, contestualmente ai lavori di apertura della piazza voluti dalle istituzioni politiche che necessitavano adesso di spazi pubblici più ampi e decorosi. Alla fine del Seicento l'area fu ulteriormente allargata mediante l'abbattimento dell'antico palazzo della Cancelleria che occupava parte del versante occidentale della piazza.
Il palazzo pretorio ha subito nel tempo ripetute e profonde modifiche strutturali e di destinazione. Oltre che residenza dei podestà, è stato sede del Vicariato regio e, nel XVIII secolo, ha ospitato al suo interno il Teatro della locale Accademia dei Fecondi. Ha subito poi la trasformazione in carcere mandamentale, in sede di Pretura e, infine, prima dell'ultima guerra, dell'Arma dei Carabinieri.

 
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